TRE STUDI PER UNA CROCIFISSIONE

17 Feb 2017
Danio Manfredini
Di e con Danio Manfredini
Luci Lucia Manghi
Collaborazione al progetto Andrea Mazza, Luisella Del Mar, Lucia Manghi, Vincenzo Del Prete
Distribuzione La Corte Ospitale
Orari
21.00 Prezzi
Intero 12 € - Ridotto 10 € - Studenti 8 €
Dove:
Pontedera, Teatro Era
Via Indipendenza
56025 Pontedera PI
Italia

Danio Manfredini, maestro della scena contemporanea, vincitore nel corso della sua carriera di quattro premi Ubu, torna al Teatro Era con un focus a lui dedicato.
In Tre studi per una crocifissione trae spunto dal pittore maledetto Francis Bacon. In scena prendono vita i dipinti grotteschi di tre mondi borderline, la vita di un paziente psichiatrico, di un transessuale e di un immigrato.
I personaggi mostrano nell’evidenza del loro dolore, nell’impossibilità di nasconderne i segni, nella loro disperata euforia, le ferite nascoste dell’esistenza.
Una produzione La Corte Ospitale.

Note di regia

“I tre studi per una crocifissione prendono il titolo da un’opera pittorica di Francis Bacon: tre dipinti accostati uno all’altro, dove sono raffigurate tre figure che evocano la condizione drammatica di soggetti appartenenti al mondo contemporaneo. Lontano dal voler riprodurre in maniera pittorica l’opera di Bacon, mi sono proposto di inventare tre soggetti teatrali che ritraggono la condizione drammatica di tre personaggi del mio tempo.
Nel primo studio si tratta di un personaggio che vive in un contesto psichiatrico. Vaga tra poche sedie vuote, abitate dai fantasmi della sua memoria.
Il secondo studio è ispirato a un personaggio del cineasta tedesco Fassbinder. Il transessuale Elvira, colto nel bilancio della sua vita prima del gesto tragico che la conclude.
Il terzo studio, ispirato a un personaggio del drammaturgo francese Koltès. Ritrae un extracomunitario alle prese con una grande città europea: strade, parchi, barboni, polizia. Dentro, il desiderio di colmare la solitudine con un incontro e condividere una notte di pioggia.
I personaggi mostrano nell’evidenza del loro dolore, nell’impossibilità di nasconderne i segni, nella loro disperata euforia, le ferite nascoste dell’esistenza.”

Danio Manfredini

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LUOGO


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