Il sogno di Alice è un progetto nato dal desiderio di vivere un’esperienza in teatro che potesse modificare, arricchire e stravolgere l’abituale rapporto tra spettatore e spettacolo. In questo paesaggio che è stato allestito in ogni dettaglio come uno spazio di condivisione, esperienza e vicinanza, l’aspetto spettacolare ha una funzione marginale rispetto alla ricerca di creare un luogo accogliente e adatto per trascorrere la notte. Tutti gli spazi del teatro vengono coinvolti e riadattati alla dimensione del sogno: attraverso semplici elementi si creano labirinti, stanze, corridoi, passaggi segreti, mondi sospesi tra realtà e onirico dove è possibile incontrare diversi personaggi e paesaggi sonori. Come la protagonista del romanzo di Lewis Carrol, i bambini vengono accompagnati ad attraversare questi differenti paesaggi, sia interiori che esteriori, a incontrare le diverse situazioni, a risolvere indovinelli, ad accettare momenti surreali, a saltare, ballare, ridere, a volte anche piangere; ad affrontare la paura e insieme risolverla e trasformarla in una opportunità di crescita e cambiamento. Ogni luogo e situazione prevede la partecipazione attiva dei bambini: a loro viene chiesto di abbandonarsi al gioco, all’immaginazione, alla notte, al sogno, alla condivisione e all’autonomia.
I bambini devono arrivare in teatro accompagnati dai genitori alle ore 21, ognuno deve avere con sé il pigiama, un peluche o altro oggetto caro per addormentarsi e il cuscino; i genitori devono lasciare un recapito telefonico reperibile per tutta la notte e salutare i bambini, i quali verranno accompagnati in uno spazio organizzato per poter sistemare i propri oggetti personali e indossare il pigiama. Appena sono pronti una musica gli accompagnerà nella stanza dei sogni, dove una figura dolce e protettiva li fa accomodare nei letti. Attraverso un piccolo rituale e alcuni riferimenti al mondo dei sogni si cerca di risvegliare la mente creativa e creare le condizioni migliori per attraversare insieme la notte. Con gli occhi chiusi, sotto le coperte, si ascolta la storia di Alice. Le sue parole lentamente si faranno sempre più presenti e si trasformeranno fino a diventare realtà.
Come accade ad Alice nel paese delle meraviglie anche i bambini vengono rapiti dal Bianconiglio, e con la stessa vitale curiosità lo inseguono nel suo mondo. Questo viaggio dura circa 2 ore, dopodiché si ritorna nel proprio letto e mentre la storia prosegue, questa volta nella direzione del sonno, si scivola fino nel cuore nella notte. Cullati dalle parole e dalle note di una ninnananna si abbandonano al sonno e ad altri nuovi possibili sogni.
Alle 7 del mattino una musica lascia filtrare la luce del sole sotto le palpebre e una colazione verrà servita mentre i ricordi si intrecciano alla realtà e i sogni restano sospesi tra il sonno e la veglia in un tempo indefinito, dove vicino a un albero insieme alla colazione si può condividere lo stupore e l’incanto di chi, forse, per una notte, ha vissuto in un sogno. Se uno sogna da solo è soltanto un sogno, ma se molti sognano insieme è l’inizio di una nuova realtà?
È buio qua dentro. C’è odore di polvere e caramella sciolta. C’è silenzio, tanto silenzio che si sente battere il cuore. È il tuo o il mio? Tutti e due, battono allo stesso identico ritmo ed è per questo che se ne sente uno solo. Noi qui siamo, e qui, in ogni caso, è altrove o chissà dove. In questo mondo cala la sera, gli orologi segnano le ore, ma soltanto perché non si dimentichi che è solo un grande gioco di situazioni invertite, un riflesso del reale, dove prevale l’irrefrenabile libertà dell’immaginazione, della poesia, della musica. Qui le regole sono diverse perché diverse sono le domande e diverse le risposte. Qui è possibile cambiare forma, è possibile viaggiare tra sogno e realtà: se si lascia alla mente la piena libertà di interpretare quel che gli occhi vedono, senza limitarsi alla risposta più scontata e immediata, si è nella disposizione d’animo per intraprendere questo viaggio, per abbandonarsi alla voglia di sogno, per entrare nella dimensione della fantasia, dove tutto è possibile. Alcuni studi dicono sia possibile influenzare i sogni; sembra sia possibile farlo controllando i pensieri prima di dormire; ed è questo quello che vogliamo provare.
È davvero possibile vivere tutti lo stesso sogno?
INTERVISTA A SARA MORENA ZANELLA REGISTA DE “IL SOGNO DI ALICE”
A cura di Giustina Terenzi – CONTRORADIO – ascoltate il podcast


