NARCISO
episodio di METAMORFOSI

15 minuti per 1 spettatore alla volta
fortebraccio teatro
Da Ovidio
Traduzione Piero Bernardini Marzolla
Musiche e suoni Gianluca Misiti
Luci Max Mugnai
Costumi Marion D’Amburgo
Direzione tecnica Max Mugnai
Organizzazione Nicole Arbelli
Riprese video Mario Pantoni
Foto di scena Futura Tittaferrante
Adattamento e regia Roberto Latini
Produzione Fortebraccio Teatro - Festival Orizzonti - Fondazione Orizzonti d’Arte
Con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi
Orari
venerdì dalle 15 alle 21.45
sabato dalle 10 alle 18
Dove:
Pontedera, Teatro Era
Via Indipendenza
56025 Pontedera PI
Italia
Costo:
Intero 5 € - Ridotto 3 per chi acquista il biglietto di Metamorfosi o Amleto + Die Fortinbrasmachine e per gli abbonati

Roberto Latini, spaziando nell’universo delle Metamorfosi, mostra l’episodio Narciso per un solo spettatore alla volta con prenotazione obbligatoria.

Note di regia

Penso a Le Metamorfosi di Ovidio come a un prezioso vocabolario per immagini. Questo è il testo di riferimento di tutta la letteratura moderna e contemporanea. Voglio provare a interpretare teatralmente il linguaggio, la struttura e i suoi episodi. Voglio provare l’occasione di non mettere in scena quei Miti, ma “tradurre”, nell’etimologia comune di tradire e tradizione, ciò che alcuni Miti sembrano custodire per il contemporaneo. I concetti e le derive possibili declinabili da ogni episodio descritto da Ovidio, mi permettono di immaginare e costruire materiale teatrale mantenendo strutture e riferimenti; allo stesso tempo, mi permettono di provare un percorso ogni volta diverso nel montaggio degli episodi scelti. Mettere la nostra percezione sensibile in relazione con i concetti lì espressi, credo possa darmi la possibilità di provare a costruire una sintassi per il contemporaneo nelle grammatiche di contenuti, struttura e forma. Il concetto stesso di Metamorfosi è davvero così fondamentale per il contemporaneo che anche il Teatro che siamo – e che diventiamo insieme – credo possa essere spiegato nei tentativi di precisare, trattenere e assecondare questo concetto. È come se “metamorfosi” fosse una chiave per i generi e anche per la possibile interpretazione dei processi di ricerca. Non voglio provare a definire, ma voglio lavorare sulle metamorfosi del linguaggio teatrale, sulle sue sollecitazioni, sui suoi limiti e sulle capacità di dire oltre l’evidente.
Contrastare la narrazione o la successione narrativa e procedere come tra fotogrammi o stanze improvvisamente aggiunte ai lampi del pensiero.
Quanto prodotto di volta in volta deve essere nella disponibilità di trasformarsi e svilupparsi per montaggio, senso e capacità di superarsi. I diversi Miti, selezionati, distillati e sovrascritti devono conservarsi e articolarsi nella tensione verso possibili moltiplicazioni di senso.
Credo sia fondamentale che il pensiero artistico si collochi nel giusto atteggiamento. Le Metamorfosi mi sembrano, per quello che in questi anni è diventato il nostro percorso, l’occasione più interessante, per prossimità, stimoli e distrazione di confine.
Roberto Latini

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LUOGO


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